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Un quartiere che sembra uscito da un’altra epoca
Avete mai avuto la sensazione che a Torino esista un quartiere capace di farvi sentire improvvisamente fuori dal tempo? Ebbene sì, secondo me Cit Turin è proprio questo. Basta allontanarsi di poche centinaia di metri dalla frenesia di Porta Susa per ritrovarsi tra villini decorati, dettagli Liberty nascosti e strade che sembrano uscite da una cartolina d’inizio Novecento.
Il bello di Cit Turin è che non è un quartiere “urlato”. Non prova a stupirti con monumenti giganteschi o luoghi pieni di turisti. Qui bisogna rallentare. Guardare verso l’alto. Fermarsi davanti a un portone. Notare una vetrata colorata o un balcone in ferro battuto. Ed è proprio questo che lo rende speciale.
Da dove iniziare la passeggiata
Secondo me il punto perfetto da cui partire è la celebre Casa Fenoglio-Lafleur. Anche chi passa spesso da queste parti, a volte, tira dritto senza rendersi conto di avere davanti uno dei capolavori assoluti del Liberty torinese.
L’edificio venne progettato da Pietro Fenoglio nel 1902 e ancora oggi lascia senza parole. Linee sinuose, decorazioni floreali, bow-window eleganti, ferri battuti lavoratissimi e colori che cambiano a seconda della luce della giornata. Il consiglio è semplice: fermatevi qualche minuto e osservatela da diverse angolazioni. Più la guardate e più noterete dettagli nuovi.
Le vie più belle di Cit Turin
Da qui il mio consiglio è uno soltanto: perdetevi. Cit Turin è uno di quei quartieri che danno il meglio senza una meta precisa. Via Piffetti, via Duchessa Jolanda e via Beaumont sono perfette per passeggiare senza fretta.
Qui si alternano villini eleganti, palazzi Liberty e dettagli che spesso sfuggono a chi cammina velocemente. Alcuni portoni sembrano vere opere d’arte. Altri edifici hanno decorazioni floreali scolpite nella pietra oppure vetrate colorate che raccontano il gusto raffinato della Torino borghese di inizio Novecento.
La cosa incredibile è che Cit Turin riesce ancora oggi a mantenere un’atmosfera quasi silenziosa. Nonostante sia a due passi dal centro, sembra avere un ritmo tutto suo.
I dettagli nascosti che quasi tutti ignorano
Una delle cose che amo di più di questo quartiere è che obbliga a osservare. In altre zone di Torino la bellezza è immediata, qui invece si scopre poco alla volta.
Magari alzate gli occhi e notate un volto scolpito sopra una finestra. Oppure una ringhiera decorata con motivi floreali. O ancora piccoli mosaici, colonne, insegne antiche o citofoni d’epoca rimasti praticamente intatti. E niente da fare: una volta iniziato a guardare questi dettagli non riuscirete più a smettere.
Cit Turin è un quartiere che premia la curiosità.
Piazza Benefica e la Torino elegante
Passeggiando nel quartiere si arriva inevitabilmente in Piazza Benefica, uno dei luoghi più amati dai torinesi anche grazie al mercato che si svolge qui.
Ma oltre alle bancarelle, vale la pena osservare gli edifici che circondano la piazza. Qui si percepisce ancora l’eleganza della Torino residenziale di inizio Novecento, quella costruita per la borghesia cittadina in piena espansione industriale.
E poi c’è un’altra cosa bella: Cit Turin riesce a essere raffinata senza risultare fredda. Ha ancora un’anima da quartiere vissuto, con caffetterie, panetterie storiche e persone che si conoscono tra loro.
Il contrasto con la Torino moderna
Una delle immagini più particolari del quartiere è il contrasto tra i villini Liberty e il moderno Grattacielo Intesa Sanpaolo che svetta poco distante.
Da una parte la Torino di inizio Novecento, dall’altra quella contemporanea. Eppure tutto convive in modo sorprendentemente armonioso. È quasi come se Cit Turin raccontasse, isolato dopo isolato, le diverse anime della città.
Quando visitare Cit Turin
Secondo me il momento migliore per scoprire il quartiere è il tardo pomeriggio. Quando il sole inizia a scendere e la luce colpisce le facciate Liberty creando ombre morbide sui dettagli decorativi.
È lì che Cit Turin mostra davvero il suo carattere. Silenzioso, elegante, quasi cinematografico.
E forse il suo segreto è proprio questo: non cerca di attirare attenzione. Aspetta semplicemente che qualcuno abbia voglia di guardare davvero Torino con occhi diversi.


