Quanto bisogna camminare per ritrovarsi nella Torino dei Savoia? In realtà molto poco. Basta attraversare il centro seguendo i palazzi della dinastia che, dal 1563, quando Emanuele Filiberto trasferì la capitale del Ducato da Chambéry a Torino, cominciò a cambiare profondamente il volto della città.
Io inizierei da Palazzo Carignano, con quella facciata curva in mattoni che sembra muoversi seguendo Piazza Carignano. Fu una delle residenze del ramo Savoia-Carignano e qui nacquero Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II. Poi bastano pochi minuti per arrivare in Piazza Castello, dove la presenza dei Savoia diventa praticamente impossibile da ignorare.
Al centro troviamo Palazzo Madama, edificio dalla storia molto più antica della dinastia sabauda ma trasformato nei secoli in residenza di corte. Alle sue spalle, attraversata la piazza, si apre invece la cancellata di Palazzo Reale. È qui che conviene entrare se vogliamo capire davvero come viveva la corte: sale di rappresentanza, appartamenti, arredi e decorazioni raccontano secoli di vita della famiglia che abitò il complesso fino al 1946.
E non finisce con il palazzo. Il complesso dei Musei Reali comprende anche Armeria Reale, Cappella della Sindone, Galleria Sabauda e Giardini Reali. Insomma, volendo potremmo trascorrere qui da soli buona parte della giornata.
Io però continuerei verso il Po, attraverserei il ponte della Gran Madre e salirei sulla collina fino a Villa della Regina. Qui il rapporto con la corte cambia: siamo fuori dal cuore politico di Piazza Castello, circondati da giardini e con Torino stesa davanti a noi.
E se vogliamo proseguire il viaggio sabaudo, dobbiamo uscire dal centro. Intorno alla capitale i Savoia crearono infatti una vera rete di residenze, castelli e luoghi destinati alla corte e alla caccia: dalla Reggia di Venaria alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. Dal 1997 il sistema delle Residenze Reali Sabaude è Patrimonio Mondiale UNESCO.
Forse è proprio questo il modo migliore per capire quanto Torino sia stata una capitale: non cercando un solo palazzo reale, ma seguendo le tracce di una corte che ha ridisegnato un’intera città.


