Oggi è uno dei templi della musica sinfonica torinese, ma pochi sanno che l’Auditorium Rai “Arturo Toscanini”, in via Rossini 15, nacque per uno scopo completamente diverso: ospitare spettacoli con i cavalli.
La sua storia comincia nel 1856, quando venne costruito il Regio Ippodromo Vittorio Emanuele II, un grande circo equestre coperto di proprietà della Corona sabauda.
Non bisogna immaginare un ippodromo come quelli attuali, con lunghe piste per le corse, ma un edificio destinato alle esibizioni di cavalieri, spettacoli equestri, esercizi ginnici e acrobazie.
Un ippodromo nel cuore di Torino
Il Regio Ippodromo venne progettato dall’architetto Gaetano Bertolotti e realizzato nelle vicinanze delle scuderie reali e della Cavallerizza, in un’area strettamente legata alla corte sabauda.
Era una struttura imponente per l’epoca: poteva ospitare fino a 4.500 spettatori, distribuiti tra la platea e due gallerie che circondavano la sala.
Gli spettatori assistevano alle esibizioni dei cavalieri e agli spettacoli acrobatici, in un ambiente che rappresentava anche un importante luogo di ritrovo per la società torinese dell’Ottocento.
Ma la destinazione originaria dell’edificio ebbe vita relativamente breve.
Già pochi anni dopo l’apertura, infatti, gli spettacoli equestri iniziarono a lasciare spazio alle rappresentazioni teatrali e musicali.
Da ippodromo a teatro: la nascita della tradizione sinfonica
La svolta arrivò nel 1872, quando il Teatro Vittorio Emanuele, come era ormai conosciuto, iniziò a essere utilizzato prevalentemente per i concerti.
Sotto la direzione del maestro Carlo Pedrotti, Torino divenne la prima città italiana a organizzare regolari stagioni sinfoniche con un’orchestra stabile.
Una trasformazione che segnò profondamente la storia musicale della città.
E proprio tra le mura dell’ex ippodromo si esibì anche un giovane destinato a diventare uno dei più importanti direttori d’orchestra della storia: Arturo Toscanini.
Nel 1884, in occasione dell’Esposizione Generale Italiana di Torino, Toscanini faceva infatti parte, come violoncellista, di un’orchestra di circa cento elementi.
Negli anni successivi avrebbe contribuito in maniera determinante allo sviluppo della vita musicale torinese.
Le trasformazioni del Novecento e l’arrivo della Rai
Nel corso del Novecento l’edificio venne più volte ristrutturato.
Un importante intervento risale al 1901, quando l’ingegnere Antonio Vandone di Cortemilia modificò profondamente il teatro, rinnovando gli spazi e migliorando gli accessi.
Durante questi lavori vennero anche eliminati gli accessi al palcoscenico utilizzati un tempo dai cavalli, cancellando una delle ultime testimonianze della destinazione originaria dell’edificio.
La trasformazione decisiva arrivò però nel 1952.
Dopo l’incendio del Teatro di Torino, che ospitava l’Orchestra Sinfonica della Rai, l’azienda radiotelevisiva acquistò il vecchio Teatro Vittorio Emanuele per trasformarlo nella nuova sede dei propri concerti.
Il progetto di sistemazione generale fu affidato all’architetto Aldo Morbelli, mentre Carlo Mollino si occupò della progettazione della sala da concerto.
Il nuovo Auditorium Rai venne inaugurato il 16 dicembre 1952 con un concerto diretto da Mario Rossi.
Tre giorni dopo, sullo stesso palcoscenico, il celebre direttore Wilhelm Furtwängler diresse la Nona Sinfonia di Beethoven.
L’Auditorium Rai oggi
Dal 1994 l’Auditorium ospita l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, nata dall’unificazione delle precedenti orchestre sinfoniche dell’azienda.
Dopo un importante intervento di restauro, la sala venne nuovamente inaugurata il 19 gennaio 2006.
Il 4 ottobre 2007 l’Auditorium fu ufficialmente intitolato ad Arturo Toscanini, nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa.
Oggi, entrando nell’Auditorium Rai di via Rossini, è difficile immaginare che nello stesso luogo, oltre 170 anni fa, il pubblico torinese si riunisse per assistere a spettacoli equestri e acrobazie.
Eppure, la storia di questo edificio racconta proprio questo: la trasformazione di un circo equestre ottocentesco in uno dei più importanti luoghi della musica sinfonica italiana.



