Il Monte dei Cappuccini è uno di quei luoghi che una volta scoperti non si dimentica più. Questa collina, che ha un’altitudine di 325 metri, si erge a pochi passi dal centro e per questo offre una delle viste più spettacolari di Torino. È un luogo che porto sempre nel cuore, perché ogni volta che ci salgo mi sembra di riscoprire la città sotto una nuova luce. La vista dalla cima è semplicemente mozzafiato: Torino si stende ai nostri piedi, con la Mole Antonelliana che spicca maestosa e le Alpi che fanno da sfondo, creando una cornice naturale che sembra uscita da un quadro.
La storia del Monte dei Cappuccini
Il Monte dei Cappuccini non è però un luogo speciale solo per il panorama. La sua storia è altrettanto affascinante. Intanto il nome, Monte dei Cappuccini… si chiama così perché quando re Carlo Emanuele I lo fece costruire, desiderava dare a Torino un luogo di culto per i frati cappuccini, infatti c’è il convento di fianco alla chiesa, oltre che un simbolo di devozione mariana per la città. E proprio alla Vergine è dedicata la Chiesa di Santa Maria al Monte, progettata dall’architetto Ascanio Vitozzi. La sua costruzione iniziò nel 1583 ma venne ultimata solo nel 1656. Al suo interno si respira un’atmosfera di raccoglimento e spiritualità, impreziosita da affreschi e opere d’arte che raccontano la storia religiosa di Torino.
Leggende del Monte dei Cappuccini
Una delle cose che mi affascina di più del Monte dei Cappuccini sono le leggende che lo circondano. Ad esempio si dice che prima ancora dell’arrivo dei frati cappuccini, durante il Medioevo, la collina fosse un punto di osservazione strategico utilizzato dai Templari per controllare la città. Non ci sono prove storiche concrete, ma l’idea che questi cavalieri misteriosi abbiano scelto questo luogo per la sua posizione strategica mi fa sempre sognare a occhi aperti.
Ma c’è anche un’altra leggenda, molto più recente. Anno 1706, Torino è assediata dall’esercito francese che, conoscendo il Monte dei Cappuccini per la sua facilità di controllo visivo della Città, cercarono di occuparlo… senza però riuscirci. Questo perché, e lo racconta un quadro che si trova all’interno della chiesa, una lingua di fuoco fuoriuscita dal Santo Ciborio lì scacciò prima che riuscissero nel loro intento.
Le palle di cannone: testimoni di più assedi
Poi, c’è quel dettaglio curioso che non tutti conoscono: le palle di cannone incastonate nei muri della chiesa e del convento. Questi sono segni tangibili della storia, infatti risalgono a due assedi di Torino del 1706 e del 1799, quando le truppe francesi cercarono di prendere la città. Due di queste hanno anche le date scritte sopra. Fateci caso!
Il Museo Nazionale della Montagna
Oltre al convento e alla chiesa, sul Monte dei Cappuccini c’è anche il Museo Nazionale della Montagna. Se siete appassionati di montagna, alpinismo o semplicemente curiosi di conoscere meglio la storia delle esplorazioni montane, non ve lo potete perdere. È un museo piccolo ma ben curato, che racconta la passione per le cime con mostre temporanee e permanenti. Ah, il museo è dedicato al Duca degli Abruzzi – Luigi Amedeo di Savoia-Aosta – uno dei primi grandi esploratori della storia.
Un luogo da scoprire
Il Monte dei Cappuccini è un luogo che racchiude in sé natura, storia e arte. Un luogo da scoprire e riscoprire, ogni volta con uno sguardo nuovo. Se non ci siete ancora stati, vi consiglio di fare una passeggiata o andarci in macchina: ne vale davvero la pena. E quando ci andate, prendetevi un momento per ammirare la città dall’alto, lasciando che lo spirito del luogo vi racconti le sue storie.



