Quella strana sequenza di numeri luminosa che illumina la Mole

Un viaggio tra arte e scienza: la cupola della Mole Antonelliana, simbolo di Torino, si veste di luce per celebrare l’armonia della successione di Fibonacci

Nelle fredde serate torinesi, il cielo si anima di un bagliore che incanta residenti e turisti: la cupola della Mole Antonelliana, simbolo iconico della città, si trasforma in una tela luminosa che celebra l’arte e la scienza: una serie di numeri si illumina, una sequenza apparentemente casuale. Ma così non è, si tratta infatti della successione di Finobacci, una delle più affascinanti sequenze matematiche mai scoperte.

Questo spettacolo unico è parte del progetto Luci d’Artista, un’iniziativa che dal 1998 arricchisce le vie di Torino con opere luminose.

Per chi è meno esperto, la successione di Fibonacci è una serie numerica in cui ogni numero è la somma dei due precedenti: 0, 1, 1, 2, 3, 5, 8 e così via. Questa sequenza non è solo un gioco aritmetico, ma trova riscontro in natura, dall’organizzazione delle foglie sugli steli alle spirali delle galassie, fino alla perfezione dei petali di un fiore. Questo linguaggio universale ha ispirato l’artista Mario Merz, autore dell’installazione luminosa sulla Mole.

L’opera, intitolata Il volo dei numeri, si estende lungo la cuspide della Mole, con i numeri della successione che sembrano salire verso il cielo, come un ponte tra il finito e l’infinito. Illuminati in sequenza, questi numeri brillano con una luce calda, evocando non solo la bellezza della matematica ma anche il desiderio umano di esplorare e comprendere l’universo.

La scelta della Mole Antonelliana come supporto non è casuale. Il simbolo di Torino rappresenta l’ambizione e la tenacia, le stesse qualità che si trovano nei numeri di Fibonacci, capaci di descrivere la perfezione naturale con semplicità e potenza. Torino, città ricca di storia e innovazione, diventa così il palcoscenico ideale per un dialogo tra passato e futuro, tra razionalità e immaginazione.

Ogni sera, i numeri risplendono come un invito a guardare oltre, a trovare armonia anche dove sembra regnare il caos. La Mole, con il suo “volo dei numeri”, ci ricorda che la matematica non è solo un calcolo, ma una poesia che lega la natura e l’uomo in un’unica, straordinaria sinfonia.